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Sintesi.

Nel 1876 la Destra, messa in difficolt da una vasta opposizione e dai
contrasti  interni,  fu  costretta  a  lasciare  il  governo,  la  cui
presidenza  venne assunta da Agostino Depretis, capo  della  Sinistra.
L'avvento  di quest'ultima segn l'inizio di nuovi rapporti  politici:
il  bipolarismo  Destra-Sinistra fu superato dalla formazione  di  uno
schieramento  centrale moderato e dall'affermazione del  trasformismo,
che  annullava la dialettica tra maggioranza e opposizione  e  fondava
l'azione  di  governo  su  accordi temporanei  tra  gruppi  e  singoli
parlamentari  e  spesso  anche  su  scambi  di  favori  e   clientele.
(Paragrafo 1).
In  campo  economico  si  verific  l'avvio  dell'industrializzazione,
agevolato  da  vari  fattori: l'adozione di una  politica  commerciale
protezionistica,  l'aumento  della domanda  pubblica  derivante  dalla
realizzazione  di  infrastrutture  e  dalle  commesse   militari,   la
disponibilit di capitali e di manodopera a basso costo.  Lo  sviluppo
delle  industrie tradizionali fu accompagnato dal decollo delle  prime
importanti  imprese siderurgiche, meccaniche, chimiche ed  elettriche.
(Paragrafo 2).
Alla   fine   degli   anni   Ottanta,  in  seguito   alla   recessione
internazionale  causata  dalla  "grande depressione",  per  l'economia
italiana  inizi  un periodo di ristagno, che si protrasse  sino  alla
fine   del  secolo.  Particolarmente  danneggiate  furono  le  colture
destinate  all'esportazione, a causa delle misure  protezionistiche  e
della guerra commerciale tra Italia e Francia, ma la crisi colp anche
settori trainanti come quello siderurgico.   (Paragrafo 3).
Lo  sviluppo  economico avvenne secondo un modello, che, grazie  anche
agli  interventi dello stato, privilegiava l'industria, quella pesante
in  particolare, rispetto all'agricoltura e accentuava  l'arretratezza
del  sud  nei  confronti del nord. Conseguenza di  tali  squilibri  fu
l'aumento dell'emigrazione.   (Paragrafo 4).
Questo  tipo  di  sviluppo  rinsald  il  potere  del  blocco  sociale
dominante, formato da agrari e industriali, ma, allo stesso tempo,  si
verific  anche una crescita del movimento operaio, che  port  ad  un
rafforzamento  dell'organizzazione sindacale ed  alla  fondazione  del
partito socialista.  (Paragrafo  5).
All'interno  del mondo cattolico, l'atteggiamento pi aperto  di  papa
Leone  tredicesimo favor una limitata attenuazione della tradizionale
intransigenza  verso  le istituzioni liberali. Sempre  pi  attivi  in
campo  sociale, i cattolici promossero la formazione di  numerosissime
associazioni  di lavoratori, entrando in concorrenza con il  movimento
sindacale di ispirazione socialista.   (Paragrafo 6).

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Depretis, che govern quasi ininterrottamente dal 1876 al 1887,  attu
una  moderata politica riformistica, attraverso il varo di  una  legge
sulla gratuit e l'obbligatoriet dell'istruzione, l'allargamento  del
suffragio  elettorale,  l'eliminazione  della  tassa  sul  macinato  e
l'adozione di una limitata legislazione sociale.  (Paragrafo 7).
In  politica estera la Sinistra di Depretis attu una vera  e  propria
svolta,  sottoscrivendo la Triplice alleanza con Austria e Germania  e
avviando  l'espansione  coloniale.  Le  nuove  relazioni  diplomatiche
suscitarono   le   proteste  degli  irredentisti;  l'occupazione   dei
territori appartenenti all'impero africano d'Etiopia fu arrestata  nel
gennaio  del  1887  a Dogali, dove una colonna di cinquecento  soldati
italiani  venne annientata dalle truppe etiopi. Il massacro di  Dogali
costrinse Depretis alle dimissioni.   (Paragrafo 8).
Dal  1887 al 1891 il governo fu guidato da Francesco Crispi, che attu
una   politica   autoritaria  e  riformistica   allo   stesso   tempo.
L'autoritarismo   si  manifest  chiaramente  con   il   rafforzamento
dell'esecutivo rispetto al parlamento e sulla repressione delle  varie
forme     di    opposizione;    l'attivit    riformatrice    riguard
l'amministrazione dello stato, la giustizia, il sistema  elettorale  e
la  sanit pubblica. In politica estera, Crispi cerc di rafforzare  i
legami con la Germania e riprese l'espansione coloniale; quest'ultima,
per, caus un aumento del disavanzo pubblico; per farvi fronte Crispi
propose inasprimenti fiscali, suscitando reazioni negative, in seguito
alle quali fu costretto a dimettersi.  (Paragrafo 9).
Il nuovo governo, presieduto da Giolitti, adott alcune misure volte a
mettere ordine nel sistema finanziario, colpito da una grave crisi,  a
causa   delle  avventate  speculazioni  di  alcune  banche   e   delle
irregolarit  compiute dagli istituti di emissione. Nel frattempo,  in
Sicilia,  la  protesta  per l'eccessivo carico  fiscale  e  contro  il
malgoverno  locale,  guidata dai Fasci dei lavoratori,  aveva  assunto
dimensioni   di  massa,  suscitando  la  preoccupazione  dell'opinione
pubblica  conservatrice. Giolitti non adott provvedimenti repressivi,
procurandosi  l'ostilit dei ceti moderati e della Destra,  e  infine,
nel  novembre  del  1893, coinvolto nello scandalo  finanziario  della
Banca romana, rassegn le dimissioni.   (Paragrafo 10).
Crispi,  tornato  al  governo,  pens  subito  a  varare  dure  misure
repressive in Sicilia e nel resto del paese, senza riuscire comunque a
indebolire l'opposizione. Rivelato e documentato il suo coinvolgimento
nello  stesso scandalo che era costato il posto a Giolitti, si impegn
nella  ripresa  dell'espansione coloniale,  che  per  fu  contrastata
duramente dall'Etiopia; questa sconfisse le truppe italiane nel  marzo
del  1896  in  una sanguinosa battaglia presso Adua, in  seguito  alla
quale Crispi fu costretto a dimettersi.   (Paragrafo 11).
Le dimissioni del vecchio leader furono seguite da un periodo di grave
tensione  politica  e  sociale. Per reprimere i tumulti  scoppiati  in
tutto  il  paese  in  seguito al forte aumento del  prezzo  del  grano
vennero  usate  misure  eccezionali; a Milano, nel  maggio  del  1898,
l'esercito  spar  sui  manifestanti,  provocando  ottanta  morti.  Il
tentativo della Destra conservatrice di attuare una svolta autoritaria
suscit  la decisa opposizione delle altre forze politiche,  che  alla
fine  ebbero la meglio. Nel febbraio del 1901, il re Vittorio Emanuele
terzo, succeduto al padre Umberto primo, ucciso nel luglio del 1900 da
un  anarchico che intendeva cos vendicare le vittime del 1898, affid
l'incarico  di formare il governo al liberale di sinistra  Zanardelli.
(Paragrafo 12).
